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DISABILI E NUOVE TECNOLOGIE

 

 

  

La questione dell’utilizzo delle NT nella didattica “speciale” non è nuova, anche se solo negli ultimi anni, con l’entrata in vigore delle TIC nella scuola, la questione ha incominciato a porsi, anche se nella maggior parte dei nostri istituti in maniera non adeguata. Già la “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione e i diritti delle persone handicappate” del 5 febbraio 1992 n° 104 dedica l’art. 13 all’integrazione scolastica e al punto b) afferma che ”la dotazione alle scuole e alle università di attrezzature tecniche e di sussidi didattici nonché di ogni altra forma di ausilio tecnico, ferma restando la dotazione individuale di ausili e presidi funzionali all'effettivo esercizio del diritto allo studio, anche mediante convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica, di produzione e adattamento di specifico materiale didattico”. Il Programma di Sviluppo delle Tecnologie didattiche 1997-2000 (C. M. 24 aprile 1997, n° 282) non affronta nello specifico la questione, ma, nello sforzo di diffondere l’uso delle tecnologie multimediali nella scuola, indirettamente si rivolge anche agli insegnanti di sostegno e agli studenti diversamente abili. Nel 2000 viene quindi istituito l’Osservatorio permanente per l’integrazione scolastica con D. M. 14 luglio 2000.

 

Uno strumento fondamentale: il PC

Sicuramente il PC è uno strumento fondamentale per lo sviluppo delle conoscenze e delle capacità dei disabili e per la loro integrazione all’interno della classe. I motivi che ci spingono ad affermare ciò sono sintetizzabili nei seguenti punti, senza pretendere di esaurire il discorso:

Possiamo dire, sintetizzando, che il PC favorisce il diversamente abile su due piani: quello dell’autonomia della comunicazione, nei casi di handicap motori e sensoriali, e quello dello strumento didattico usato dall’insegnante di sostengo per i casi di ritardo mentale. vediamo come.

 

Gli ausili

Gli ausili sono utilizzati dalle persone con limitazioni del movimento e dei sensi e per accedere al computer e per comunicare con gli altri e dagli insegnanti che seguono alcuni con difficoltà intellettive e dell’apprendimento (software didattici).

Nella vita comune le persone ritenute arbitrariamente “normali” utilizzano una quantità di strumenti, quantità  accresciutasi grazie agli sviluppi tecnologici: le automobili per spostarsi, gli elettrodomestici per compiere più velocemente i lavori di casa, il computer per scrivere più velocemente, per archiviare dati, per comunicare in rete, anche una penna biro rappresenta un progresso rispetto alla penna d’oca: noi siamo circondati da attrezzi per vivere (tool of living) che ci consentono di eseguire compiti che a “mani nude” non riusciremmo a fare o che faremmo con più intenso sforzo e in maggior tempo.

Quando una persona presenta difficoltà superiori si ricorre a strumenti diversi, ecco gli ausili, definibili come “qualsiasi prodotto, strumento, attrezzatura o sistema tecnologico di produzione specializzata o di comune commercio utilizzato da una persona disabile per prevenire, compensare o alleviare o eliminare una menomazione, disabilità o handicap” (EN – ISO - 9999). Gli ausili servono per accedere fisicamente al computer (dispositivi particolari di input in sostituzione del mouse, della tastiera, di output quali stampanti Braille, …), per gestire il lavoro (software per ingrandire, per restituire i messaggi acustici al posto di quelli visivi e viceversa, …); gli ausili servono anche per comunicare attraverso il computer così come esistono software dedicati all’apprendimento di soggetti con difficoltà / disturbi di tipo cognitivo. Nel caso del ritardo mentale è l’insegnante che utilizza lo strumento per “riabilitare”.

Ausili per difficoltà visive – Una persona con difficoltà visive ha problemi a muoversi nello spazio (camminare, …), a comunicare (scrivere, disegnare, …), a ricevere informazioni (leggere, guardare la televisione, …). Nell’utilizzazione del computer pertanto, per queste persone, il problema consiste nell’inviare le informazioni alla macchina (input) e nell’interpretare quello che la macchina restituisce (output). Fra le periferiche di output per non vedenti troviamo la barra o display Braille che trasforma una riga del monitor in caratteri Braille a rilievo, composta da un numero di celle compreso fra il 20 e l’80: 40 celle corrispondono alla riga di un testo Braille, 80 contengono l’intera riga del monitor. Le stampanti Braille sono in grado di stampare in rilievo qualsiasi testo in formato ASCII, parole e disegni, anche sulle due facciate del foglio. Il sintetizzatore vocale è una componente hardware e software in grado di trasformare quanto appare sul monitor in linguaggio parlato; il relativo software consente di determinare la pronuncia delle parole (lingua straniera, a singolo carattere, parola o riga intera, maiuscole, sottolineature, …). L’optacon è costituito da una telecamera e da una matrice che restituisce in rilievo quanto riprende, quindi, nel caso del testo scritto, non in Braille, ma in caratteri. È uno strumento di difficile utilizzazione, non strettamente legato al computer, che può essere usato per riprendere le immagini e i testi presenti sullo schermo. Un altro sistema per esplorare il video e quindi inviare quanto presente su di esso alla barra Braille o alla sintesi vocale è rappresentato da programmi chiamati Screen Reader. Un’altra periferica utilizzata dai non vedenti è lo scanner unito a un programma OCR che trasformi le immagini catturate dallo scanner in testo stampabile in caratteri Braille o ascoltabile con una sintesi vocale.

Per i soggetti ipovedenti esistono apparecchi videoingranditori, telecamere che riprendono l’oggetto, di solito testo da leggere, e lo proiettano ingrandito su un monitor. I sistemi operativi quali Windows offrono un ingranditore, ovvero un programma che, in una parte dello schermo, presenta in maniera fortemente ingrandita quella parte dello schermo che viene percorsa dal mouse. In MS Windows è attivabile nel gruppo degli accessori  ®  accesso facilitato ®  Magnifier. Attraverso l’accesso facilitato presente nel pannello di controllo è possibile aumentare il contrasto dei colori, modificare la velocità di intermittenza e la larghezza del cursore.

Interessante l’uso combinato di diversi strumenti e l’utilizzazione di Internet presente nel programma TestiMP3 in grado di convertire file di testo in file MP3 che possono essere ascoltati anche con dispositivi portatili come riproduttori di CD che supportano questo formato audio. Frammenta i file di testo in blocchi di lunghezza definibile dall'utente in modo da rendere agevole l'ascolto e la navigazione; è possibile selezionare la lingua, i parametri della sintesi vocale e quelli di codifica della compressione MP3. TestiMP3 è stato sviluppato da Francesco Tranfaglia che lo mette a disposizione gratuita di chiunque abbia necessità (http://utenti.lycos.it/testimp3).

Ausili per difficoltà auditive – Le difficoltà auditive per i nati privi di udito non sono fine a se stesse, ma sono causa di problemi nel campo dell’apprendimento quali ritardi nell’acquisizione delle conoscenze e la compromissione nello sviluppo del pensiero. Il loro linguaggio è limitato non solo nel diverso modo di pronunciare le parole (infatti non sono in grado di ascoltarsi quando parlano), ma anche nella ristrettezza del lessico, nella difficoltà di padroneggiare i diversi significati della stessa parola. Non esistono periferiche specifiche per i privi di udito, che comunque non hanno problemi di accesso al computer, quanto piuttosto nella fruizione dei prodotti multimediali per la loro caratteristica di usare anche il canale uditivo. Per questo tipo di disabilità l’impiego delle TIC è finalizzata all’apprendimento del linguaggio e all’ampliamento del bagaglio conoscitivo. Per la prima finalità abbiamo software che riconoscono ciò che si detta attraverso un microfono e sono in grado di trascrivere quanto pronunciato, consentendo così una verifica della correttezza del linguaggio; per la seconda il computer può essere usato egregiamente per ampliare il bagaglio culturale sfruttando il canale visivo e attraverso l’interazione attiva con la macchina. Esistono programmi utilizzabili dagli insegnanti che assistono non udenti e dai ragazzi stessi: si indica il software per la realizzazione di unità ipertestuali sottotitolate; è disponibile poi il Dizionario italiano della lingua dei segni (http://www.dizlis.it), si segnala ance il Progetto Voice (http://voice.jrc.it) per lo studio e lo sviluppo di applicazioni dei sistemi di riconoscimento vocale alle conversazioni, conferenze, trasmissioni televisive e comunicazioni telefoniche;  il progetto è nato nel 1996 all'interno del Centro Comune di Ricerca di Ispra della CE ed ha sviluppato dei prototipi di interfacce che consentono un uso più facile di prodotti commerciali, per generare, in forma di sottotitoli sullo schermo di un personal computer quanto viene detto.

Ausili per superare le difficoltà motorie – Le difficoltà motorie si scontrano con le “barriere architettoniche”; il computer rappresenta una vera barriera per chi ha difficoltà di movimento, di gestualità, di parola. Può però rappresentare un potente strumento per comunicare qualora la persona sia altrimenti impedita a scrivere, a disegnare, a comunicare con la parola. Per ragazzi con questo tipo di disabilità il problema è duplice: l’uso delle periferiche di input e la fissazione oculare del monitor; pertanto in questi casi gli ausili riguardano il problema dell’accesso al computer. Abbiamo pertanto tastiere espanse (con tasti più grandi, maggiormente distanziati, oppure tasti concavi, non sporgenti, …) e ridotte (per chi riesce a dominare con il braccio un’area ridotta); abbiamo copritastiere con fori in corrispondenza dei tasti onde poter infilare le dita per premere il tasto giusto; emulatori di tastiera sul monitor con possibilità di selezionare e confermare lettera per lettera. Esistono apparecchiature in sostituzione del mouse quali joystick (costituiti da una leva e da alcuni pulsanti), trackball (una sfera mobile), pedaliere. I sensori sostituiscono un singolo tasto e sono attivabili in molteplici modi: premendo, sfiorando, soffiando, …, basta un battito di ciglia. Anche l’accesso facilitato di MS Windows può dare un piccolo aiuto in quanto consente di premere separatamente tasti di solito usati in combinazione, di spostare il cursore con tasti della tastiera invece del mouse.

Ausili per disabilità di tipo cognitivo – Nel caso di limitazioni delle capacità cognitive e nei disturbi dell’apprendimento gli ausili non sono di tipo meccanico, bensì costituiti da software che vengono gestiti non dal disabile, ma dall’insegnante che li utilizza all’interno del proprio progetto didattico. Senza voler entrare nei dettagli dell’argomento perché si entrerebbe in un campo clinico che va al di là delle intenzioni di questo articolo e forse dell’interesse del lettore; accenniamo solo alcuni esempi.

Nei casi di dislessia e di dosortografia possono essere impiegati software che presentano sotto forma di esercitazioni, di giochi, di lavoro di gruppo degli esercizi di riconoscimento di lettere, di parole, di frasi. Nei casi meno problematici può essere sufficiente un programma di videoscrittura per creare unità didattiche calibrate sul singolo allievo. Un software più specialistico è C.A.R.LO. II (www.anastasis.it/SD/Pagine/prodotti/Carloii.asp), un editor di testi dotato di sintesi vocale che si propone di facilitare i processi di scrittura o, più in generale di text processing, in soggetti affetti da diversi tipi di disabilità; è concepito anche come uno strumento che accompagna l’attività nel soggetto che ha già acquisito il codice scritto, ma che per diversi motivi, ha degli impedimenti nella lettura e/o nella scrittura manuale; è utile per i dislessici, disabili motori e ipovedenti, ma anche per i gravi disgrafici o per i soggetti che non riescono ad automatizzare le procedure di scrittura. Si può anche utilizzare congiunto allo scanner: digitalizzo un testo e il computer lo legge. Esistono poi dei programmi destinati ad essere utilizzati da specialisti che si occupano dei disturbi della comunicazione quali Speechviewer III (www.anastasis.it/SD/pagine/prodotti/Spv3.asp).

Nei casi di discalculia, cioè di compromissione delle capacità di calcolo, il computer offre la possibilità di svolgere esercizi in autonomia, con l’autocontrollo dei risultati, con ritmi e frequenze personalizzati, con difficoltà graduali rispetto all’alunno; anche il procedimento per arrivare alla soluzione può essere incanalato perché più utile a risolvere una specifica situazione problematica. L’ambiente informatico rende concreti problemi e operazioni che negli esercizi su carta appaiono allo studente molto astratte.