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UN’ESPERIENZA DI ORIENTAMENTO

L’ORIENTAMENTO “VERTICALE” A BERGAMO

 

 

 

Nel numero 12 / 2003 di La Scuola e l’Uomo (alle pagg. 279-281) avevamo descritto un progetto pluridisciplinare realizzato nelle classi terminali del Liceo classico di Treviglio (BG) ruotante intorno ai termini di “scuola che orienta”  ®  “università”, “lavoro”, “professioni"[1]. Lo scopo del lavoro è stato quello di cogliere la dimensione orientativa propria di ogni disciplina curricolare onde far sì che l’attività di orientamento non sia intesa come avulsa dal curricolo dello studente, ma come componente strutturale del percorso formativo della scuola. La realizzazione di questa iniziativa è avvenuta nell’ambito del progetto ministeriale “Flavio Gioia” che ha impegnato un gruppo di lavoro del C. S. A. di Bergamo dall’anno scolastico 1998-99 all’anno scolastico 2000-01[2]. Il gruppo era diretto dal dirigente scolastico Luigi Roffia, responsabile del supporto all’autonomia (area 3) del C. S. A. che per diciotto anni a svolto un ruolo attivo nell’Unione in qualità di presidente del consiglio provinciale UCIIM. Dalla sua intuizione è nata una nuova idea: organizzare un percorso di orientamento dall’entrata del bambino nella scuola dell’infanzia fino all’uscita del giovane dalla scuola superiore; un percorso il più possibile organico, continuativo, pur tenendo conto della specificità di ogni età. Da qui la creazione di un uovo gruppo di lavoro impegnato dall’anno scolastico 2001-02 all’anno scolastico 202-03 cui hanno partecipato i rappresentanti di quattordici istituti che hanno risposto all’invito. Il lavoro è stato raccolto nel volume In viaggio: percorso di orientamento dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore[3] che si presenta come una raccolta di schede di lavoro di facile fruizione da assegnare direttamente agli studenti, corredate da approfondimenti di tipo teorico e/o metodologico, rivolti al docente, e da allegati relativi a specifiche fasi di lavoro (lucidi, storie da leggere, schede di osservazione, spiegazioni più dettagliate, …).

Ci preme in questa presentazione indicare i principi posti alla base del lavoro. innanzitutto bisogna reperire la filosofia di fondo nella didattica costruttivista, atta a far riconsiderare il progetto globale di vita dello studente, le sue potenzialità, spesso sottovalutate o sopravalutate: il principio di fondo è quello che sa orientarsi chi si conosce. Anche in questo progetto ci siamo preoccupati di stare il più possibile vicini se non all’interno delle stesse programmazioni curricolari; per questo motivo l’ideale sarebbe quello di coinvolgere l’intero consiglio di classe, ma il materiale è fruibile anche da un solo insegnante, stante in genere una difficoltà anche strutturale (orari, cambi di insegnanti, …) a collaborare. Inoltre il materiale è frutto dell’esperienza didattica degli insegnanti partecipanti, quindi già sperimentato sul campo, di facile fruizione; la dimensione multimediale è ampiamente presente.

 

Le competenze orientative da sviluppare

Il gruppo di lavoro si è preoccupato di individuare le competenze orientative da svilupparsi nell’arco di tutta l’esperienza scolastica dello studente e le ha classificate in sette gruppi (uso delle informazioni, gestione dei problemi, capacità organizzative, atteggiamenti metacognitivi, consapevolezza metaemozionale, capacità relazionali e abitudine a decidere), per ciascuna di esse sono state individuate delle attività, corredate da esempi pratici da proporre ai ragazzi.

? Uso delle informazioni – Nella scuola materna le informazioni sono relative all’igiene personale, all’alimentazione e al sonno, all’uso del proprio spazio; in quella elementare si passa al saper leggere informazioni dall’ambiente per regolare il proprio comportamento, alla comprensione di semplici scritti, alla ricezione di informazioni da fonti diverse. Nella scuola media si presuppone la decodificazione dei linguaggi delle diverse discipline, la capacità di ricavare informazioni da schemi e da grafici, di usare risorse per la ricerca e lo studio. Alle superiori si tratta invece di saper ricevere informazioni in modo autonomo, di saperle selezionare, organizzare, classificare, confrontare anche in un’ottica extrascolastica.

? Gestione dei problemi – Si inizia dalla scuola dell’infanzia, nella quale i bambini imparano a chiedere aiuto, a saper distinguere situazioni problematiche, che possono essere risolte personalmente, da altre che invece richiedono aiuti esterni. Passando alla scuola elementare le capacità devono estendersi all’uso del gruppo come risorsa per risolvere problemi personali. Nella scuola media il discorso si allarga all’uso di procedure al fine di risolvere problemi semplici e complessi, per giungere agli studenti delle superiori che dovranno saper affrontare in modo sistematico problemi complessi.

? Capacità organizzative – Nella scuola materna ed elementare le attività proposte vertono sull’organizzazione di oggetti (dalla bavaglia, dall’armadietto al diario, ai libri, …), nella scuola media le competenze riguardano la scelta del materiale d’uso, le modalità di lavoro e la pianificazione del proprio tempo, in quella superiore le attività proposte riguardano soprattutto l’uso del tempo.

? Atteggiamento metacognitivo – Si incomincia nella scuola dell’infanzia con lo sviluppo dell’identità del soggetto, per procedere poi nelle elementari con la narrazione della propria esperienza e nelle medie con la conoscenza di sé, in relazione a ciò che si fa e si apprende a scuola, con il riconoscimento delle proprie competenze, dei propri limiti, delle proprie modalità di lavoro (stili cognitivi e operazioni mentali) al fine di migliorarle. Al termine delle superiori si dovrebbe giungere a riconoscere le proprie attitudini e a confrontarle con le competenze richieste dalle varie figure professionali.

? Consapevolezza metaemozionale – Queste competenze, pur nella diversificazione delle attività per le varie fasce d’età, vengono identificate intorno ai seguenti temi: riconoscimento e comprensione delle proprie emozioni, gestione delle emozioni, negoziazione dei contrasti per stabilire buone relazioni, capacità di distinguere gli stili comportamentali anche in relazione a una propria assertività, elaborazione della propria immagine (come sono, come mi vedo, come mi vedono), acquisizione di una consapevolezza di se stessi e delle proprie trasformazioni rispetto al passato, prefigurazione del proprio futuro in relazione alle scelte scolastiche e non.

? Capacità relazionali – Per i bambini della scuola materna è importante imparare a relazionarsi con la figura adulta di riferimento e con i compagni, per quelli delle elementari le relazioni si estendono a gruppi esterni e ai momenti estrascolastici; nelle scuole medie i ragazzi assumono consapevolezza del gruppo accettando i ruoli, collaborando e confrontandosi; in quelle superiori i giovani devono riuscire ad assumere ruoli all’interno della scuola e a manifestare sensibilità verso problemi e aspettative altrui, anche per modificare i propri atteggiamenti, utilizzano la capacità di comunicare per costruire un percorso futuro sostenendo e motivando le proprie scelte, imparano a collaborare in un contesto extrascolastico anche lavorativo: (es.: stages).

? Abitudine a decidere – Si incomincia dalla scuola materna, per la quale l’abilità consiste nella scelta degli spazi e dei compagni, per proseguire con le scuole elementari, nelle quali il discorso dovrebbe allargarsi alle scelte da operarsi nei problemi posti dalle singole discipline e alle modalità di lavoro di gruppo. Alle medie bisogna aggiungere la decisione in merito alla scelta del percorso formativo da seguire dopo la scuola dell’obbligo. Nelle superiori si tratta di incominciare a prendere iniziative personali, anche all’interno di gruppi, in relazione alle problematiche legate al mondo della scuola così come diventa importante che i ragazzi conoscano le fasi e i problemi del processo decisionale e sappiano affrontare la scelta attraverso un percorso sistematico.

 

 


 

(1) Tutto il materiale è reperibile all’indirizzo web http://members.xoom.it/cmmarchi.

Inoltre l’attività è presentata in M. Bussini – C. Marchi, “Il progetto ministeriale Flavio Gioia” in Nuova Secondaria, 3 (novembre) 2001, pagg. 80-82 e “Il progetto ministeriale Flavio Gioia” in Nuova Secondaria, 10 (giugno) 2003, pagg. 84-85.

(2) L’esperienza, corredata da ampio materiale, è descritta in A. Varani (a cura), Cercarsi e cercare Percorsi di orientamento per le ultime classi degli istituti di istruzione secondaria, Bergamo, 2001, ufficio scolastico provinciale.

(3) A. Varani (a cura di), Bergamo, 2003, C. S. A.